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WUNDERKAMMER, di Carlo Tosetti

pubblicato 19 apr 2017, 11:15 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 19 apr 2017, 11:29 ]

Una strana persona blu che si trasforma in qualsiasi cosa; qualcuno con un’armatura con intelligenza artificiale; un’altra che muove i metalli; un signore con i capelli biondi che muove testate missilistiche. Altre persone leggono nella mente; altre sono pronti a fare test nucleari davanti. Tutti hanno poteri sovrannaturali; ma solo la maggior parte vive con i propri incubi, con i propri tabù, con le proprie invisibilità. Solo chi non li possiede, è opera di fantasia.

La chiave per comprendere il libro e l’attività poetica in esso è nel titolo. Come spiega la bella introduzione dell’editore, la Wunderkammer è la camera in cui venivano accumulati, in maniera quasi ossessiva, oggetti “meravigliosi”; come ossa di unicorni che passeggiano con grifoni e chimere. Camere che si costruiscono lontane dalla realtà solare mediterranea, pitagorica. Ogni poesia descrive oggetti, non spirituali, ma di realismo meraviglioso: è come se l’autore staccasse dallo sfondo quotidiano degli oggetti che ci circondano, per renderli protagonisti della nostra meraviglia conoscitiva, ermeneutica; sulla via che parte da Aristotele, Pascoli, fino al progetto artistico Christo. E si vede nei numerosi paesaggi del nord Italia, all’interno di queste preziose poesie.

Terminologia finalmente ricercata, tecnica e scientifica; frasi con anastrofi melodiche. Le note, forse, sono eccessive. Alcune poesie possono essere limate ancora, ancora più ermetiche. Poesia contemporanea rara.


PIOPPI

Nei giorni del Leone

(dalla fame d’aria)

si boccheggia e si placa

il tramenare del lago

e pure tutt'intorno.

Nell’ore roventi del riposo

promana la cava fiochi boati,

scrosci remoti di pietra,

poi langue il granito

e l’acqua ha un traballìo.

Dello strazio del pioppo

nessuno mai si cura,

trèmulo fino in bonaccia,

ci allerta di tragedie minori.


Pietre Vive Editore, 2016

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