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POESIE, di Alfred Jarry.

pubblicato 05 dic 2014, 03:26 da Elvio Ceci

La notte cammini lungo il bordo, tra il nero oscuro di un mare che sembra non esistere e una paranza di gente che il mare lo desidera come la vita. Un bordo alto il giusto da avere paura che ti cada il portafogli, il cellulare, la tua intera identità; spaghettificandoti come quelle sonde spaziali. Davanti a te, una statua di Maria del Carmelo addobbata a natale: un albero popolare, simbolo della debolezza e dello sconforto, in cui dirigere i problemi, le inaspettate insoddisfazioni.

Il libro sembra una piccola raccolta tematica di poesie, selezionate sul tema della mancanza del cervello. L’impressione avuta è che la mancanza del cervello sia solamente dovuta alle macchine e lo scervellamento è quando l’uomo segue le macchine, in una giostra infernale e apparentemente senza senso. Impressionante è la forza che sprigiona nei suoi versi, una forza a volte non controllata, ma esplosiva: come se la scrittura e la composizione si basasse su un’energia generatrice, gestibile con molta difficoltà. Le ripetizioni di gruppi di versi fa assomigliare queste poesie a delle canzoni, non a caso Capossela ha ripreso proprio la prima poesia della raccolta. Tutto il libro è illustrato dai disegni di Jean Dubuffet. L’edizione NAUTILUS ha creato una serie di libricini di basso costo ma di altissima qualità.

La sintassi è molto spezzata e ci sono molte inversioni di sintagmi frasali. Le parole sono inusuali e stimolano l’attenzione a non vagare nei freddi deserti della distrazione.


"Canzone dello scervellamento"


FUI A LUNGO EBANISTA OPERAIO IN CAMPO DI MARTE, PARROCCHIA D'OGNISSANTI.

LA MIA SIGNORA ERA MODISTA E NON CI MANCAVA NULLA.

QUANDO LA DOMENICA ERA BEL TEMPO CI SI METTEVA IN GHINGHERI

E S'ANDAVA A VEDERE SCERVELLARE

IN VIA DE' RISCALDATI, A DIVERTIRSI UN PO'.


guardate guardate gli ingranaggi che girano,

vedete vedete le cervella che schizzano,
guardate guardate i benestanti che tremano;
( coro ) : urrà, corni in culo, viva il babbo ubu!


I NOSTRI AMATI MARMOCCHI, CON I BAFFI DI MARMELLATA,

BRANDENDO CON GIOIA BAMBOLINE DI PEZZA,

SALGONO CON NOI IN CIMA ALLA CARROZZA

E ROTOLIAMO GAIAMENTE VERSO I RISCALDATI.

CI SI PRECIPITA IN MASSA ALLE TRANSENNE,

CI SI TIRAN BOTTE PER ESSERE IN PRIMA FILA;

IO MI METTO SEMPRE SU UN MUCCHIO DI SASSI

PER NON SPORCARMI LE SCARPE DI SANGUE.


guardate guardate gli ingranaggi che girano,
vedete vedete le cervella che schizzano,
guardate guardate i benestanti che tremano;
( coro ) : urrà, corni in culo, viva babbo ubu!


BEN PRESTO IO E MIA MOGLIE SIAMO TUTTI BIANCHI DI CERVELLO,

I PUPI SONO COSPARSI E CI SI DIVERTE UN MONDO

VEDENDO IL PULOTTINO CHE IMPUGNA IL COLTELLO

E LE FERITE E I NUMERI DI PIOMBO.

ALL' IMPROVVISO SCORGO IN UN ANGOLO, VICINO AGLI INGRANAGGI,

LA FACCIA DI CULO DI UNO STRONZO CHE NON RICORDO BENE.

VECCHIO MIO, GLI DICO, CONOSCO IL TUO BRUTTO MUSO,

TU MI HAI RUBATO, E NON AVRO' PIETA' DI TE.


guardate guardate gli ingranaggi che girano,
vedete vedete le cervella che schizzano,
guardate guardate i benestanti che tremano;
( coro ) : urrà, corni in culo, viva babbo ubu!


SUBITO MI SENTO TIRARE LA MANICA DALLA MIA SPOSA:

SPECIE DI IDIOTA, MI DICE, ECCO IL MOMENTO PER FAR VEDERE CHI SEI,

BUTTAGLI NELLA GOLA UNA PALATA DI CONCIO


GUARDA IL PULOTTINO HA LA SCHIENA GIRATA.

SENTENDO QUESTO SUPERBO RAGIONAMENTO,

PRENDO IL CORAGGIO A DUE MANI:

BUTTO SUL BENESTANTE UNA GIGANTESCA MERDA

CHE SI SPIACCICA IN VISO AL PULOTTINO.


guardate guardate gli ingranaggi che girano,
vedete vedete le cervella che schizzano,
guardate guardate i benestanti che tremano;
( coro ) : urrà, corni in culo, viva babbo ubu!


ED ECCOMI LANCIATO SOPRA LE TRANSENNE,

MI VEDO SBALLOTTATO DALLA FOLLA INFEROCITA

E VENGO PRECIPITATO A CAPOFITTO

NEL GRANDE BUCO NERO DAL QUALE NON SI ESCE.

ECCO COSA SUCCEDE AD ANDARE A FARE UN GIRO LA DOMENICA

IN VIA DE' RISCALDATI A VEDERE SCERVELLARE

E FUNZIONARE IL PINZAPORCHI O LO SCALZASCALCO.

SI PARTE VIVI E SI RITORNA UCCISI.


guardate guardate gli ingranaggi che girano,
vedete vedete le cervella che schizzano,
guardate guardate i benestanti che tremano;
( coro ) : urrà, corni in culo, viva babbo ubu!
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