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POESIA BIANCA E POESIA NERA, di René Daumal.

pubblicato 24 feb 2015, 10:09 da Elvio Ceci

Giro, nomi su cognomi, foto, foto foto e foto. Primo piano stabile. Fisso su un concentrato sorriso di pensatore. Hanno incarrato un verso, due; ma anche un libro. Un libro che è sempre sullo sfondo. Giro e vedo belle relazioni e bei ritratti di emozioni. Mi vedo io che pago la squadra amatoriale di pallavolo e gioco in seconda divisione con i compagni che non sono compagni; ma amici e persone con cui scherzare. Siamo sicuri di pubblicare?

Questo libro è una bellissima raccolta di saggi sulla poesia. Non conoscevo l’autore prima di questo libro, ma il suo pensiero e la freschezza della sua penna mi hanno subito colpito. Il primo saggio sembra, in realtà, sembra un piccolo racconto-prosimetro in cui vengono delineati le funzioni del poeta e ciò che comporta il silenzio del poeta su certi temi: non può un poeta/intellettuale essere ascoltato dal popolo nell'atto finale, se durante la vita non è mai stato nel popolo, non è mai stato popolo e ha combattuto con esso. L’ultimo dei suoi saggi, che dà anche il titolo al libro, l’autore opera una divisione tra un tipo di poesia (e poeta) nero e un tipo di poesia (e poeta)  bianca: la prima si basa sui sentimenti interiori e solipsistici del poeta, il quale è rivolto unicamente in sé; mentre la seconda è il poeta e la poesia colta che cerca il vero.

Lo stile di scrittura si basa sulla prima persona, è molto rapido, pieno di frasi brevi e momenti in cui l’autore si rivolge all'ascoltatore o all'editore.

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