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PALMAROLA, di Marco Trabucco.

pubblicato 24 lug 2016, 07:01 da Elvio Ceci

Il caldo si infila in ogni particella di aria, in ogni granello di duna e ogni foglia di albero. Il caldo rende l’acqua sogno di una stasi iridescente e rinfrescante. Caldo che fuoriesce dal computer; caldo che non permette il pensiero, ma solo un lamento soffuso e afoso. Un’estate che rende tutto più leggero. Anche il desiderio di finire e concludere vecchi progetti; per poterne iniziare altri e lavorare. Leggera e pressante, anche la voglia di indipendenza che mi grida dentro.

Frammenti di Ponza

Il libro raccoglie tre storie, tre racconti, tre esperienze che hanno coinvolto l’autore e l’Isola di Palmarola, come protagonisti. Palmarola è un’isola all'interno dell’arcipelago pontino, tra Ponza e Zannone: è un’isola praticamente disabitata, il cui unico abitante è un guardiano che viene denominato “il Sindaco”. La prima delle due storie riguarda la sua giovinezza: insieme ad un amico e una persona più grande ed esperta, vive per una ventina di giorni dentro una caverna dell’isola. È qui che penetra l’amore per il mare e l’avventura; che lo riporterà a compiere un’esperienza simile quando sarà più grande, anche se con delle differenze. Ma non si capisce bene l’amore per le sue coste e per il suo, finché non si legge l’ultima delle sue storie: ovvero quando da adulto è costretto a un’operazione al cuore e questo rischia di limitarlo nei movimenti.

Lo stile è molto semplice, si sente che non è studiato: a volte ci sono ripetizioni inutili e i termini non sono selezionati con cura. Ma è sincero e pieno di emozioni che, specialmente nella seconda parte, cattura. 



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