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ODE MARITTIMA, di Fernando Pessoa.

pubblicato 16 mar 2017, 01:32 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 16 mar 2017, 15:54 ]

È una striscia quella che si muove continuamente tra le due città del golfo. Uno scudo vissuto, colpito centinaia di volte da una guerra millenaria. Trivia riconsegnami tutto quel tempo perduto, quel denaro sprecato, quei neuroni buttati nell'etanolo, nel vino della civiltà. Mi sento costantemente in debito: un debito infinito e indefinito, un apeiron di mancanza; come quello spazio che porti sempre intorno al collo. Nel tuo foulard di stelle.

È un poemetto molto interessante. Può essere diviso in tre macro-sezioni. Nella prima si descrive una passeggiata in cui uno dei tanti pseudo-io di Pessoa compie lungo il molo, all'alba: la città molto probabilmente è Lisbona; il porto, all'interno della foce di un fiume, si inizia a svegliare. Questa è la situazione in cui ci troviamo. La seconda parte descrive la predisposizione al sogno e al desiderio: appena una barca salpa, si crea una “distanza” tra essa e il molo  tanto da far affiorare sogni di avventure piratesche, stupri, uccisioni, assalti, canzoni, urla e grida. Nella terza parte torna la saudade tipica di questo autore, ovvero un sentimento misto di nostalgia, malinconia e tristezza per un qualcosa che non si può più avere: la condizione è l’infanzia, in cui tutto ancora poteva diventare atto, soprattutto le avventure.

Lo stile di questo poeta è sempre lirico; anche se nella parte centrale ci sono delle tecniche di scrittura tipiche delle avanguardie futuriste (le urla specialmente). Molte ripetizioni che danno ossessione. Ottimo.


“Saziate su di me tutto il mio misticismo per voi!

Cesellate a sangue la mia anima!

Tagliate, sfregiate!

I tatuatori della mia immaginazione corporea!

Amati scuoiatori della mia carnale sottomissione!

Sottomettetemi come chi uccide un cane a calci!

Fate di me il pozzo del vostro disprezzo di dominio!

Fate di me tutte le vostre vittime!

Come Cristo ha sofferto per tutti gli uomini, desidero soffrire

Per tutte le vittime per mano vostra,

Le vostre mani callose, sanguinanti e con le dita mozzate

Nei violenti assalti alle murate!”

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