Home‎ > ‎recensioni‎ > ‎

OCCHI ROSSI, di Andrea Donaera.

pubblicato 15 feb 2017, 02:36 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 15 feb 2017, 02:43 ]

Dentro un ristorante. L’aria arancione è il riflesso osmotico della carta da parati del legno lucido delle sedie delle tovaglie e delle lampadine, forti. È sabato. Alcuni tavoli sono occupati da signori anziani che chiacchierano e ridono: non gli sembra vero il poter mangiare e bere con due spiccioli. Il vino, di un rosso sbiadito, manifesta chiari sintomi di acidità; la pizza, buona, forse secca (un po'), rivela abitudine e assenza di sperimentazione. Mi fanno domande inutili, non interessanti. Per fortuna, gioco con il tablet.

Il libro raccoglie poesie del poeta e disegni di Luca D'Elia. Le poesie sono molto fresche, molto libere, come se fossero state scritte di getto dall'autore. In esse si avverte uno spirito giovane che narra alcune inquietudini interiori; filtrate da immagini, discorsi e momenti vissuti, che le simboleggiano. I temi principali sono quelli esistenziali, quasi tipici dell’adolescenza, come la morte, l’amore, la solitudine e una compagna-nemica che si desidera e si scaccia. Tutto è amplificato dalle illustrazioni, anch'esse molto fresche: a volte ricordano Mucha, altre volte sembrano scene di fumetti di Tiziani Sclavi. Il poeta, tuttavia, a livello tematico, è come se ad un certo punto si bloccasse: potrebbe sviluppare maggiormente i contrasti; potrebbe mostrare delle immagini che accennino alla complessità delle emozioni che si vivono, non sbatterle sul tavolo e andarsene. Potrebbe. Speriamo.

A livello stilistico, le poesie mancano di uno scheletro fonetico e ritmico: delle volte si ha l’impressione di leggere un testo in prosa. Potrebbe sperimentare di più, mantenendo sempre la stessa forza.

 

Noi siamo un quadro, visti da lontano,

nelle vicinanze dell’Obelisco-

che guardalo, l’Obelisco, guardalo:

fra un po’ crolla, lo stanno restaurando

e i restauratori soltanto vedono

(soltanto loro possono)

il mio capello incollato al tuo

zigomo umido di un piangere lungo;

a pennellate lente

si voltano, ci guardano:

in un istinto forse di restauro

con gli occhi ci scalpellano l’andare.





'round midnight edizioni, Campobasso, 2015.





Comments