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NON VORREI CREPARE, di Boris Vian.

pubblicato 22 feb 2014, 04:12 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 22 feb 2014, 10:41 ]

Aprire la macchina e salire è un attimo. Come rapido è iniziare a sbandare e andare a sbattere. Sei convinto di poterlo fare, perché tantissime altre volte l’hai fatto. E ogni volta sei tornato. Anche questa volta, soprattutto questa volta, che porti quattro anime con te. Il difficile è tenersi dentro le linee tratteggiate e continue che  scorrono ai lati. A volte la linea di destra sbanda e tocca la ruota, a volta è quella sinistra. E così, sbandando, arrivo a casa zuppo di alcool.

Il libro consiste in una raccolta di poesie che toccano i temi più disparati; ma, come suggerisce il titolo, la voglia di vivere è il filo comune di tutte: voglia che viene espressa nell'unico modo possibile: la spontaneità. Come le poesie di Prevert, anche queste di Vian, infatti, sembrano scritte di getto: sono pieni di elenchi fantasiosi, di dettagli immaginifici e situazioni surreali (non per niente egli fu membro dell’Associazione della Patafisica). La vita di questo autore fu intensa e breve. Oltre a essere poeta fu anche romanziere, scenografo di film (uno a sua insaputa); ma soprattutto fu un grande trombettista jazz e, forse, la sua influenza nel mondo della musica fu maggiore che in quello della letteratura. Ma gli ingredienti sono gli stessi per entrambi.

La scrittura non sembra seguire schemi poetici predeterminati; i termini e lo stile sono ripetitivi, ma la spontaneità e la freschezza del poeta annientano ogni critica possibile.


                                                                                    
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