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MESSAGGIO, di Fernando Pessoa.

pubblicato 06 set 2014, 14:18 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 06 set 2014, 18:30 ]

L’aria è fresca. Le macchine fanno una lenta processione sul lungomare, solo per perdere tempo. Per passare anche questo sabato sera settembrino. Corri a casa. Ma perché? Hai ventisette anni, non puoi annoiarti; non puoi sentire tutte le persone noiose; non puoi credere di sapere dove approdi ogni discorso con ogni persona con cui parli. Non esiste un sistema così deterministico, browniano. Ma in realtà hai ventisette anni. In realtà puoi.

Questo libro è una raccolta di poesie ben strutturato. È diviso in tre sezioni: Blasone, Mare portoghese e Il velato. Nella mia interpretazione rappresentano rispettivamente il passato, il presente (all'autore) e il futuro mitico-glorioso del Portogallo. In questo libro infatti sono descritti alcuni dei personaggi storici portoghesi, in special modo quelli per cui la nazione deve essere fiera. Molti sono i rimandi al mare, naturalmente, alle terre conquistate e alle rotte navigate. Molti sono i riferimenti rosacrociani a un tempo mitico che verrà, insieme alla sua guida, don Sebastiano. È tipico dei momenti in declino di una nazione, il cui scopo è cercare un’identità per poter andare avanti: il futuro ci spinge indietro, il passato avanti e viviamo in un inquieto presente. Forse troppi rimandi alla storia del Paese, si rischia di perdersi.

Il problema fondamentale del libro che in traduzione si perdono molte delle rime che rendevano i componimenti buoni. In questo modo, molte poesie risultano senza una musicalità, incomplete.


"NEBBIA

Né re né legge, né pace né guerra,
definisce con profilo ed essenza
questo opaco fulgore della terra
che è il Portogallo che intristisce:
brillio senza luce e senza fiamma
come quello che il fuoco fatuo serra.

Nessuno sa cosa vuole.
Nessuno conosce che anima possiede,
neppure ciò che è male e ciò che è bene.
(Che ansia lontana qui vicino piange?)
Tutto è incerto, tutto è estremo.
Tutto è disperso, nulla è intero.
O Portogallo, oggi sei nebbia...

E' ora!


                                Valete, Frates."

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