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MEMOTECNICHE E REBUS, di Umberto Eco

pubblicato 13 feb 2014, 23:36 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 13 feb 2014, 23:38 ]
Stretto  con caldo, spizzando qualche bella e strana ragazza romana, mentre la metro urla più forte dei miei pensieri e della mia stanchezza. Cammino sicuro verso l’esterno, verso le arterie che portano migliaia di vite nelle proprie tane: i treni. Salgo le scale e vedo persone fisse, una nube scura di giubotti e calze nere, a vedere il tabellone “PARTENZE”. Occhi fissi aspettando un numero, ma non ricordano più dove vanno e perché devono trascinare le stanche gambe verso casa.

Si sente che il questo libricino è nato da una conferenza: è molto breve e pieno di figure illustrative. Il libro credo che nasca dalla una mostra annuale sulla Lectures on Memory organizzato da Centro di Studi di Memoria del Dipartimento della Comunicazione di San Marino. Eco illustra tecniche utili per la memorizzazione di sillogismi o storie. Una delle tecniche è mettere in fidura elementi chiave per il ricordo. Quando la complessità della figura diventa maggiore, la tecnica diventa gioco e la figura non ha più bisogno della regola per essere decostruita; ma è la regola quella che diventa oggetto di scoperta e la figura diventa rebus, in cui la ludicità è utile al ragionamento.

Lo stile è quello già citato della conferenza, che dà un tono colloquiale ma controllato allo scritto con l’aggiunta di deittici, dei link, ad immagini relative al discorso.

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