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LO SGURZ, di David Riondino.

pubblicato 05 set 2016, 00:20 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 05 set 2016, 02:59 ]

Scende dal marciapiede, lento e appesantito dal pranzo: giacca blu e polo di simil colore, cappello di un azzurro elettrico dalla forma che ricorda le onde del mare dell’Havana; o le fresche serate sulle colline fiorentine. Serate cantate in ottava, in cui creava argini alla narrazione di storie popolari; particolari e per questo di tutti. Sono strade narrative, rimate, che inebriano e allontanano la frammentarietà delle news che ci mitragliano in televisione.

Questo libro è una silloge di poesie, canzoni e poesie cantate che l’autore ha portato in giro per l’Italia, nei suoi spettacoli, nei teatri, in radio e in tv. Sono molte le caratteristiche di questi componimenti. Uno su tutti è la leggerezza: toccano molti temi, da quelli esistenziali a quelli politici fino a quelli finanziari; senza scordare animali e parti del corpo. Tutti presi con il sorriso e con la scelta del ritmo il quale sembra, a volte, selezionato anche prima delle parole. Può essere considerato un amante cesellatore della parola, il cui punto di forza è essenzialmente il punto di vista con cui analizza gli eventi: la sua è un'analisi sempre leggermente spostata dal sentiment comune. Un spostamento che porta, alla fine dell’opera, a conclusioni paradossali ma sicuramente possibili. Unica pecca è che un volumetto così piccolo rischia la confusione se inteso come silloge.

I termini scelti sono sempre del linguaggio comuni, ma mai casuali; i temi sono della vita quotidiana. All'interno dei versi e delle scelte simpatiche si intravede la profonda cultura e la profonda esperienza di bibliotecario.




"[...]

Per ogni amore che va un amore che ritorna

per ogni dolore antico è pronto un dolore nuovo

la verità di ogni giorno è quella del giorno dopo,

la forza di ogni visione è quella che la trasforma

mi hai dato giorni di fuoco, ho avuto notti di ghiaccio

e ogni volta che ti abbraccio

è una scena che ho già vista

ma non conosco il regista

e il nome del personaggio,

infinitamente incerto,

è il montaggio."



Da IL MONTAGGIO, LO SGURZ, D. Riondino, Nottetempo, Gorgonzola, 2016.



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