Home‎ > ‎recensioni‎ > ‎

INSEGUENDO UN’OMBRA, Andrea Camilleri.

pubblicato 20 giu 2014, 03:52 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 04 lug 2014, 03:22 ]

Scroscia il mare, abbracciando uno scoglio: i due ragazzi suonano improvvisando sotto l’unico lampione funzionante della scogliera. Chitarra, armonica e ovatta nelle orecchie. Questa è l’unica cosa interessante per kilometri. “Quanto vorrei che le stelle dell’Orsa, vaghe, creino un portale  celeste. Lo navigherei nuotando a stile libero, solo per inserirmi nel tuo letto e fare l’amore fino a che nonci accarezzino le dita rosate dell’aurora”. Chiude il cellulare. Si alzano e e vanno via: l’alcool è finito.

Differentemente dal classico Camilleri di Vigata e Montalbano, è un Camilleri storico. Il protagonisa di questo romanzo è un ragazzino ebreo che vive in una judicca di un paesino della Sicilia, Caltabellotta: il suo carattere è forte e deciso. Egli ama un altro bambino, rinnegato anche lui dal mondo normale e cristiano, con cui si vede spesso per consumare l’amore. Rinnegato e cacciato dal proprio popoli perché convertito al cristianesimo, Samuel (il nome del protagonista) seguirà in una picaresca ma determinata vita, che lo porterà fino ad essere maestro di Quabbalah di Giovanni Pico della Mirandola. La cosa che non manca, naturalmente, è la magica ambientazione mediterranea, che rende la scrittura tutta più luminosa. Forse mancano alcuni dettagli storici che rendevano un po’ più colorita e interessante il libro.

Lo stile è simile quello degli scritti di Montalbano. Ma l’impressione che ho avuto è che questo autore sia troppo prolifico e non dia più originalità nelle sue trame.

Comments