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FOSSE CHITI, di Nino De Vita.

pubblicato 22 giu 2016, 09:09 da Elvio Ceci

Nel caldo dell’auto aspetto un documento ISEE, con un venticello fresco che passa tra i due finestrini. Al mio lato, dei signori in tuta mimetica tentano di cacciare dei germani reali, sul ciglio di una strada in cui sfrecciano le macchine di mezza città. E penso al lago di Fogliano o a quello di Caprolace: il rumore dolce delle acque che si scontra sulle pietre; le foglie degli alberi di eucalipto che massaggiano l’udito. E i fiori che rilassano l’occhio. I fiori…che non sanno nulla del colore che portano.

Il libro raccoglie poesie che descrivono una zona della Sicilia, chiamata lo Stagnone; in cui sono presenti delle fòsse cretose, vicino al luogo in cui vive il poeta. “Chiti” nella varietà marsalese del siciliano, infatti, significa proprio “cretose”: si trova di fronte l’isola di Mozia, nelle famose saline di Capo Lilibeo. Segue lentamente il corso delle stagioni, descrivendo il paesaggio in una rappresentazione da puzzle: un insieme di scorci, frammenti di immagini, che si focalizzano su tanti piccoli dettagli. Tutti particolari, quasi assolutizzati; che danno una visione completa solo se si legge tutto in un fiato il libro. Una poesia totalmente volta nella mimesis tra la parola e gli animali, le piante e gli elementi dello Stagnone descritti; con tutti i sommovimenti che ciascun stagione necessita.

Anche la poesia è frammentata, piena di spazi vuoti, silenzi che generano un ritmo che imita la natura descritta. Il lessico è piano, chiaro; a volte inserisce termini siciliani o provenienti dalla botanica.

 

Nei campi di carciofo                                   

tra i vigneti        

ai bordi dei sentieri                                       

 

o dai muri di pietra del giardino                              

 

e su un gradino della chiesa                      

                                                                                                                                                                                  attorno         

a una botte coi cerchi arruginiti                              

mezza fasciata                                               

 

dentro un secchio          

il buco

della vecchia grondaia                                

le margherite                                                  

         le margheritine.           


                   
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