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FIORITA COME LA LUSSURIA, di Joyce Mansour

pubblicato 09 dic 2014, 04:35 da Elvio Ceci


Nel nero della sua cameretta scorrono lampi d’immagini e grida di morte. Davanti a uno schermo, questo mio figlio non esce. Due ann ifa c’era anche
 una ragazzina che mi chiedeva di lui, come mai non esce, come mai no la cerca. Ora è lì, fermo, solo le mani si muovono rapidamente; anzi le dita delle mani. Secco, con tutti i denti storti per mancanza di cura, spalle ricurve dall’apatia e dal videogame in una camera oscura dove urlano grida di morte.

Questo libro è una raccolta di poesie tratte da molti altri libri. L’impressione è che siano state scelte in base alla loro relazione con il tema centrale del titolo,”la lussuria; e forse per questo il libricino potrebbe risultare un po’ ripetitivo. Ma se prendiamo ogni singola poesia, notiamo che il modo in cui vengono sviscerati i temi è unico: è la prima volta che trovo nelle poesie erotiche una forza, un’energia, che non scada nel ridicolo o nell’astratto, come in Apollinaire; ma che neanche si riduca a mera violenza fisica, come fu con De Sade. Qui la sensualità femminile si coniuga benissimo con le immaigini surrealiste francesi. Ogni verso è di una carica descrivibile. Questo libro fa parte dell’edizione NAUTILUS, una collana di libricini a prezzo bassissimo ma di qualità alta. Le poesie sono accompagnate da illustrazioni.

Le poesie sono piene di termini inusuali che fanno coppia a immagini molto forti: il campo semantico principale è la fisicità umana (urina, ascella, odore, viscere, piaga). Sintassi semplice, senza rima in italiano.

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