Home‎ > ‎recensioni‎ > ‎

CLANDESTINO, di Joseph Conrad

pubblicato 12 apr 2017, 21:56 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 12 apr 2017, 22:22 ]

Turner, Tempesta di neve, 512 x 323,1892.Il treno sfreccia tra binari sempre più pieni di buche, veloci. Antiche case contadine, mangiate dai gelsomini, si muovono nella calma quotidiana della mattina; con lunghi filari di alberi che difendono dagli assedi del vento. Un’elegante ragazza giapponese legge a lato mio e sorride in una sciarpa di lunghi capelli neri. Dietro, una sudamericana tarchiata senza paura di mostrare quel che non. Cuba e Firenze nel cuore. Solo. Ma zuppo di storie.

Tre racconti. Tre avventure che possono accadere in mare. Forse saranno accadute all'autore, in quanto persona che nel mare ha vissuto e lo ha amato. Il mare come momento di metamorfosi della sorte viene dall'antica letteratura europea (vedi per esempio Boccaccio). Ma, in questo caso, non consiste in una semplice metafora dell’esistenza: qui è una presenza viva e carnale, vissuta con rispetto paura e a volte indifferenza. È un ente senza un fine comprensibile che si muove indipendentemente da tutto. I dettagli che rivelano realismo sono fondamentali: dalle sartie, paratie, vele; ai caratteri di tutti i comportamenti della ciurma. Il primo racconto gioca sul concetto di doppio e di sogno; il secondo è un’avventura disastrosa con la nave; il terzo è un vero capolavoro.

I termini scelti variano tra il realistico e il lirico: parole specialistiche descrivono precise azioni marinaresche. Eppure la sua abilità tecnica reale è il ritmo che esso da alla storia, attraverso anche la sua traduzione.



Armando Curcio Editore             

Comments