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BESTIARIO, di Julio Cortàzar.

pubblicato 08 mag 2016, 13:02 da Elvio Ceci

Camminavo molleggiato per il marciapiede. Sentivo delle presenze. La domenica pomeriggio, al mare, formiche e lucertole scendono dai monti per scaldarsi, per farsi ipnotizzare dall'eterno motore azzurro. Ma non erano loro. Eppure le percepivo. Erano cose più piccole: erano i loro occhi. Che vedevano, registravano, fotografavano, giudicavano, ammiccavano, apprezzavano o si scansavano come schifate, come fossi un errore. Poi scomparivano, diventando nuche ridicole che dinoccolavano dietro di me.

Questa raccolta di racconti è un susseguirsi di paranoie che si materializzano all'interno della vita normale: una tigre, una moglie morta, delle presenze nelle case, conigli che si materializzano nella gola o una malattia di una bambina che nessuno vuole. Uno degli animali di questo bestiario contemporaneo, real-magico, è la “mancuspia”: è un animale allevato e accudito in un centro terapico, piene di persone che soffrono di cefalea, forse anche di insonnia. Sono sappiamo, come io protagonisti, se sono la materializzazione di un disturbo costante e incessante; oppure sono animali veri e propri che richiedono un tipo particolare di cura. Forse non è neanche così importante saperlo. Alla fine del libro ci sono due appendici che parlano della composizione del romanzo: interessanti.

È abile alchimista della narrazione: generalmente il personaggio corrisponde al narratore; ci sono numerosi richiami alla cultura sudamericana nei termini. La struttura del racconto non è mai noiosa.


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