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ASSENTI INGIUSTIFICATI, di Simone Di Biasio.

pubblicato 10 ott 2014, 10:03 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 10 ott 2014, 10:12 ]

Correre in auto a centosettantachilometriorari, dentro una strada comunale. Normale, se prendi e non perdi il treno. Appuntamento alle diciassette saltato. Quello dell’una forse ok. Ma non era prima? Visita medica arrivatoinorariomaunasettimanaprima. Torno alle duedanapolimasenzachiavidicasa: scordate dentro. In movimento frammentario per immagazzinare occasioni che un giorno, forse, faranno entrare esperienze e soldi. Ma la vita? Tuttoapposto.

Il libro è una raccolta di poesie ben costruita. Se proprio ci fosse bisogno, una definizione a queste poesie potrebbe essere “poesie domestiche”. Trattano, infatti, di temi della quotidianità più ovvia, con l’occhio da artista, ovvero l’occhio per i dettagli. E lo sguardo è cosciente. L’autore, come Holden di Salinger, mette in dubbio le consuetudini che sembrano più ovvie: cosa c’entra il PIL con il benessere, cosa farebbe oggi Socrate o Galileo.
Possiamo paragonare la sua poesia ai quadri del Seicento in Olanda: si descriveva la nuova borghesia emergente, ricca e moderna, con grande attenzione al minimo dettaglio. Esaltazione e critica con estrema competenza. Anche in poesie lontane da me, perché vedono in opposizione natura e tecnologia, non posso non ammettere la bravura nella musicalità e nelle immagini.

Poesia con una struttura fonetica sempre ben visibile (in alcune si ha l’impressione è di ripetitività) e ben studiata. Giochi di parole che uniscono campi semantici in maniera appropriata e ben integrata nel testo.



“IL PREZZO DEL CONCERTO

Signora follia

da un po’ di anni

è domiciliata accanto a casa mia.

per il Comune non esiste,

per i comuni è un fantasma,

per il senso comune un gesto.

Da perfetti vicini ci ignoriamo,

non conservo la sua posta quando è in vacanza

né ho sale o dentifricio se bussa a elemosinarne.

 

Un giorno troveremo i corpi morti,

pur se oggi sono già riversi a terra

ma l’agonia ha finestre serrate

nonostante le urla escano dalle doppie punte dei capelli bianchi.

   

Per questi concerti di strazi

nessuno prenota il biglietto,

ma si pagherà, come si pagherà:

verseremo il prezzo di uno spettacolo

sbirciato dalle serrature della normalità,

pagheremo il canone pur cambiando canale.”       Simone Di Biasio

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