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ARIANNA, di Maurizio Bettini e Silvia Romani.

pubblicato 09 set 2015, 10:08 da Elvio Ceci

È seduta dall'altra parte della piazza, forse si alza per andarsene. È seduta con le amiche: un vestitino a fiori, grandi occhiali neri e delle ciabattine bianche con il fiocco, forse usate eccessivamente, che la rendono un po’ troppo barocca, in quell’ambiente di finti fattoni sotto le mura storiche. Si è ingrassata molto in due anni. Ma sorride, come se fosse appena finita una barzelletta, come se si fosse appena fumata una canna da sola. Sorride a ciò che gli capita; come se fosse quella la sua canna.


Questo libro è una quasi completa (se possibile) analisi del mito di Arianna, sia in maniera diacronica sia sincronicamente: non solo viene vista la possibile nascita, in miti greci e egizi precedenti a quelli cretesi; viene anche sviluppato una cronologia nel futuro, fino ad oggi, delle rielaborazioni del mito. Ma vengono esplicitati tutti i possibili contatti con gli altri miti greci, sviluppatesi intorno all'abbandono di Arianna. È molto interessante questo secondo aspetto, in quanto si entra all'interno della vita (anche antropologicamente, oltre che artisticamente) della Grecia Antica e Classica: come i suicidi per impiccagione delle giovani Ateniesi prima di diventare donne; le varie feste in onore di Dioniso e Afrodite a Cipro e Atene, ecc.

La scrittura è estremamente densa, piena di  nomi e storie; tanto che a volte è difficile seguirlo. Il racconto iniziale è suggestivo e sono belle le immagini che ricordano Arianna nell'arte.
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