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ALLA LUCE DEL SOLE, di Vincenzo Cerami.

pubblicato 19 feb 2014, 03:19 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 19 feb 2014, 03:36 ]

È difficile svegliarsi d’inverno. Le energie sono solo dentro il corpo, tentano di mantenerlo vivo dal freddo. Anche le parole sono poche: racchiuse all'interno di una stanchezza gelida del viso. Diventano poche ma essenziali, si caricano di significato nel silenzio; si caricano di te. E il silenzio è come racchiudersi sotto le coperte e chiudersi a palla. Per questo nel letto non mi muovo, immobile alla vita esterna e immobile nella estrema solitudine.

Le poesie raccolte all'interno del libro sembrano, ad una prima lettura, poesie di una vita intera o, per lo meno, poesie che tentano una summa. È un libro estremamente studiato: si sente  che molti temi sono sviscerati fino in fondo, richiamando più volte gli stessi personaggi. La cosa che sorprende comunque sono la molteplicità e la complessità dei temi: dalla descrizione dei piccoli fatti quotidiani, a l'identificazione con i personaggi della storia romana; da l'amore per una donna del mondo circense alla vita dura delle donne sole dentro i bar. Le poesie più comunicative sono quelle che parlano e descrivono la vita moderna senza troppe metafore. Lo sfondo comune sembra essere sempre Roma, la città eterna in cui si coniugano al suo interno differenti vite, storie ed epoche.

Lo stile è leggero e chiaro, uno stile difficile da raggiungere: estremamente attento alle sonorità e ai giochi di parole, verso libero ma con rime e allitterazioni che rendono fluida e sonora la lettura.

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