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A CCANCIU RI MARIA, di Nino De Vita

pubblicato 25 mag 2017, 12:28 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 25 mag 2017, 12:33 ]

Piero Guccione - incontro sulla spiaggiaChe strano… Basta un “mi piace”, una condivisione di un video, e può nascere una conversazione. Lo scambiare due parole ti permette di espandere lo zoom: quando per la prima volta incontri una persona, riesci a categorizzarla, ad inserirla in una serie di stereotipi che ti permettono di poterti comportare in modo adeguato con lei. Ma più la conosci, più le distinzioni sfumano. Le storie aumentano: incidente mortale dell’ex-ragazzo, il sogno di una galleria d’arte, un amore eterno, l’essere utile ai malati…

Il poemetto è avvincente. La sua struttura frammentata, in modo da rendere fino alla fine la trama misteriosa. Tutta la storia si svolge in Sicilia, in una zona assai particolare nell'ovest dell’isola. L’ambiente in cui si svolge tutto sembra una terra assolata, silenziosa; quasi da Far West americano. Numerosi sono i passaggi dal protagonista-narratore all'interno della narrazione da lui narrata. La bellezza di questo modo di raccontare (con analessi e prolessi) risiede nella rilettura del testo: aumentano i significati dei versi e delle immagini ogni volta. Per tutto il componimento si sente una forte tensione, dovuta ai diversi tipi di enjambement; e una difficoltà di lettura (anche in italiano), dovuta alla scelta di parole molto dure e difficili a livello consonantico. Molte delle immagini sono lasciati ad indizi più che a descrizioni piene.

Il testo è sia dialettale che in italiano. I versi sono liberi, pieni di enjambement e rotture che rendono complessa la lettura ritmica. È un bellissimo libro. Molto intenso e molto forte.


         Una trazzera          
ch'acchiana, cu filati
ri pitrami nne cianchi;
l'àrvuli ri cirasa,
ri mènnuli, r'alivi,
ri ficu, ntunnu, e cc'esti
'a casa.


Mesogea edizioni, Messina, 2015
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