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Un solo bottone

pubblicato 27 mag 2014, 23:31 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 27 mag 2014, 23:35 ]

Finita la lezione ho aspettato insieme

a vento e pioggia che arrivavano

i ragazzi: una notte piena di speme

come molte che nell'oblio passano.

 

Puntuali i ragazzi serbi, come gemme

in primavera; mentre gli autobus

sfrecciano accanto non certo lemme lemme

annegandoci nella notte ormai blu.

 

Acqua ovunque. Dentro le mura

di fuoco della taverna, in cui note

di strani mandolini rimbalzano, muta

in tenera stanchezza la voglia di morte.

Ci sedemmo.


Intorno a noi famiglie

che giocano con musici troppo anziani

                                          E troppo acerbe

quel gruppo di ragazze qui dietro.

Ma avanti, proprio avanti a noi,

una signora, con il maglione a maglie, rosso

                     fa la sua luna di miele,

con un grosso uomo frenetico, di vent'anni

più piccolo, circa 46 anni.

Dugna birra birra dugna: allegro elenco, che ci accompagnò

                                                                                              in altri luoghi

troppo presto. Aspettammo l’entrata del club chiusi

in auto, appannata.

La condensa è un faro rosso che gridava:

                              

                                    

Aprimmo la porta e proprio li, pronte

cinque persone in nero intorno

al metal detector:

                                               perquisizione. Liberi.

Entrammo in ascensore

in cui c’era un solo bottone.

Piccoli segnali di ansia tra i ragazzi,

nella cassa metallica come razzi.
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