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IL GOL DI BALOTELLI

pubblicato 18 giu 2014, 03:18 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 18 giu 2014, 03:19 ]

Suona silenziosamente

il cellulare.

Lo so, aspettavo

                                               di andarmene.

 

Te ne vai e mi lasci qui

ancora qui. E loro?

Tutto è stretto, acqua in barattolo,

poca e stagnante.

Niente novità, non più

passione.

 

Il sabato, solo il sabato c’è

qualcosa di salato.

 

Giorni e giorni io e Giorgio,

cazzuola e cemento, solo sole

solo pioggia e solo

nel letto con te.

 

Squilla silenziosamente ancora:

devo andare,

                               lei

mi aspetta.

 

Mi lasci sempre sola, ma qui

non si vede la partita?

 

E’ stretta la pelle intorno,

brucia di passioni non trovate

il sangue

dentro fuori e sopra

il coltello.

 

                                               Finalmente calmo:

la sedia di plastica mi culla

la birra rinfresca

la partita inizia.

 


 

Cosa vuoi che dica?

Siamo esseri fatti

di nervi e sangue caldo.

                                               Se

usi queste mie corde

per suonare

                               e non per stendere i panni

non posso che accompagnarti.

 


 

Nessuno

                               saprà

                                               mai

forse.

 


 

La mia morte sarà

vivere in una stanza

con un duro letto e delle sbarre:

ogni vostro sorriso

un pugnale dentro di me.

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