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Sentiment del Tempo n. 34 – Ballata dell’amore nero, o dell’Avidità

pubblicato 11 apr 2016, 13:06 da Elvio Ceci


Un ministro probo, un ministro onesto

tralalalalla tralallaleru

s’innammorò perdutamente

d’uno che non contava niente.

 

Le disse: “portami domani”

tralalalalla tralallaleru

Le disse: “portami domani

la legge firmata dalle tra le tue mani”.

 

Lei da Maria Elena andò in assise

tralalalalla tralallaleru

dalla penna la firma le strappò

e poi il suo amore richiamo.

 

Non era quorum, non era il quorum

tralalalalla tralallaleru

non lo impallidiva il referendum:

voleva fare i conti del suo nero amore.

 

Le disse: “Amor se mi vuoi bene

tralalalalla tralallaleru

Le disse: “Amor se mi vuoi bene

concedimi l’appalto delle petroliere”.

 

E poi lui il sindaco chiamò

tralalalalla tralallaleru

e il nero sangue ne sgorgò

correndo come un pazzo da lei tornò.

 

Le disse lui ridendo forte

tralalalalla tralallaleru

Le disse lui ridendo forte:

“in Guatemala han le gonne più corte”.

 

E mentre l’oro nero usciva

e diventa denaro in poche ore

l’Avidità fredda gioiva,

il ministro s’è dimesso per il suo amore.

 

Soffiava in alto il fuoco lento

tralalalalla tralallaleru

ma lei fu presa da sgomento

quando lo vide rider contento.

 

Rider contento e innamorato,

quando a lei niente era restato:

non il suo amor, non più il potere;

ma a lui il sangue nero delle petroliere.


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