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Sentiment del Tempo n.25 - Le Ceneri di Parigi

pubblicato 22 nov 2015, 01:32 da Elvio Ceci
Siamo al venticinquesimo appuntamento col matrimonio fra notizia e poesia con i versi. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Proviamo a cantare il Sentiment che arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano. Il presente è eterno.


Parigi cosparsa di lucciole,

luci che viaggiano tra i viali,

sparse come numerose briciole

 

sul tavolo nero delle cene serali.

Parigi amorosa piena di strumenti,

di slogan e di baccanali.

 

A volte li senti quei fermenti

che ti spingono a uscire, a bere

un vino in bar che non frequenti.

 

Le luci diventan scintille in sere

quando la normalità si fa esplodere

e il batterista cede alle pallottole vere.

 

E le sirene rosse e blu corrodere

sembrano la nostra quotidianità;

e che la paura in noi ci possa erodere.

 

Questa è la guerra della modernità,

la stessa di Urbano II e di Orlando,

con una propaganda da Cinecittà.

 

Queste teste nere al comando

di un esercito dello Stato Islamico

son forse venuti fin qui sparando?

 

Non viaggiarono dal mesopotamico

territorio fino in Francia: loro erano

francesi, ma con odio endogamico.

 

Molti ogni giorno in Siria sperano

che le bombe smettano di brillare;

così che le vite non si sperperano.


Più noi ammazziamo senza pensare,

più è chiaro cosa accadrà nella città

occidentale: dobbiamo solo aspettare.

 

Le nostre bombe con continuità

non sono la soluzione, è chiaro:

ma è più facile senza complessità”.


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