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Sentiment del Tempo n. 24 - Quartini di vino per il sindaco Marino

pubblicato 09 nov 2015, 08:19 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 09 nov 2015, 08:48 ]

Siamo al ventiquattresimo appuntamento col matrimonio fra notizia e poesia con i versi. La parola “Sentiment” è stata coniata intorno agli anni Duemila ed è usata in linguistica per coprire diversi fenomeni, come per esempio attitudini, atteggiamenti (positivi-negativi-neutri espressi) in una serie di testi. Proviamo a cantare il Sentiment che arriva dalle news e a renderlo fisso per sempre: è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E deve essere cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano. Il presente è eterno.


 

Non fu un ingente e salato scontrino

a farlo tornare a casa; né una cena

a far scontare la dolorosa pena

al povero e ingenuo Marino.

 

Ma vediamo ora di trovare

uno dei fili sotterranei,

che hanno creato dei nei

oscuri al suo strano governare.

 

Le cene di incriminare risalgono

prima del duemilaquattordici,

quando sotto gli stessi portici

si mangiava con quelli che pagano.

 

E giù col vecchio Buzzi a bere vino

e a cercare qualche quattrino.

Il belloccio, il fascista e il cretino:

tutti conoscevano quel birichino.

 

Ma all'uomo incapace di Genova

costò caro il pubblicizzare la cosa:

gli diedero la scorta per la malavitosa

vendetta; la quale fu ben più penosa.

 

Dall'unificata e benedetta America

il vescovo di Roma, colui che per dio

parla a noi miscredenti, urla: “Io

non ho mai invitato quella politica

 

rappresentanza, io non lo volevo

che venisse l'uomo della rastrelliera”.

Mentre si sistemava la panciera,

Mario er carzolaro su quel volevo

 

rifletteva: “Ma che gliene frega de Marino

al popolo infedele e cattolico. Pure dio

mo l’ha condannato al martirio?!?”

E Francesco continua l’insulto al vicino.

 

Ma dentro di sé pensa e conferma:

“ti pare che facevo il casino del Giubileo

e mi facevo prende i soldi da 'sto cicisbeo

che è solo un’anima onesta ed erma?

 

E allora facciamo fuori anche Bertone,

perché basta ritirare i miei pii soldi

senza consenso: che appaiano manigoldi

al popolo e da me vengano per l’assoluzione”.

 

Mi sembra abbastanza chiaro

l’ordine impartito al suo caro

Presidente Renzi. Fu questo:  

Tutto nel sorriso finale e amaro.

 

E il Presidente, pulendosi le mani,

senza vederlo come con i nani,

scrisse ai consiglieri con lui collutti:

“E’ stato bello crederci, grazie a tutti”. 



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