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Di aborto, giubileo e migrazioni. Settimana 7-13/09/15

pubblicato 22 set 2015, 00:17 da Elvio Ceci

La giornata di lunedì è di ripresa dal lavoro,

del caffè rapido nel bar e del tramezzino;

è il tempo in cui l’ufficio, dopo il sonoro

ristoro, riapre. Alcuni riordinano il magazzino

degli impegni, sperando in un maggiore decoro

e soldi in cassa. E ti senti subito un cretino

ascoltando che Bergoglio, e non nell'orto

di casa, dice che da oggi dio perdona l’aborto.

 

E ti accorgi del problema e che non ha torto

nell'affermarlo; ma ti ricordi del gran Giubileo:

aveva forse paura di andar troppo corto

con le persone? Venivan in pochi? O un marameo

alla Teologia? In questo, l’ottico pare un morto

nelle foto da fuori la finestra del corteo

dei curiosi: il papa si è riparato gli occhiali

da lui proprio, dicendo “Si deve esser normali”.

 

Mio nonno guarda la moglie dopo i tg serali:

“Embhé? Io lo faccio tutti i santi giorni.”

Può ora il papa vedere bene, su tutti i canali,

quel bimbo arenato lungo la riva, dai contorni

di tartaruga, strozzata dalle lenze dei fondali.

Pensare che poteva passare i suoi soggiorni

a vedere Tom & Jerry nei treni d’Ungheria;

mentre, tra le risa, volava la fantasia.

 

Per poi ballare e cantare contro l’asfissia

della guerra, ringranziando le due nazioni,

Austria e Germania, per aver fatto la magia

di far scomparire frontiere e commilitoni

respingenti; tramutandole in calda birreria

dove si mischiano amori, lingue e passioni.

E su Facebook il maschio sembra apprezzare

che quest’anno a Venezia Depp faccia cagare.

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