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ComiCronache



Questo è uno spazio dedicato ad ora. Perché questo momento sta passando. E va cantato. Ogni settimana, le notizie che più girano... Il presente è eterno.



Sentiment del Tempo n. 42 – Sonetti Assassini

pubblicato 15 gen 2017, 04:41 da Elvio Ceci


Il mondo è una Samarra

in cui siamo costretti a girare

Il mondo è uno Zohar

in cui siamo costretti a creare


Il mondo corre e non si ferma mai

il pensiero. E gli occhi sullo schermo

vagliano parole e suoni che non sai,

sfidando Samarcanda caldo e ermo.

 

È una volta celeste

che siamo obbligati a disegnare

figure con esile significato

tutto per non dimenticare.

 

Ma la aspetto cosciente e seduto:

non sono un neonato avvelenato

non sono un paziente che è caduto

sotto un anestesista ammalato.

 

Cronaca nera su ogni canale,

navigarlo è sempre così gratuito

come i mille euro per i genitori.

 

Non è la morte a impaurire

ma la noia, la noia della previsione:

passare tempo a non fare.

 

Play-station, biberon e i promissori

messaggi: ogni oggetto è un attributo

inconscio di depressione ancestrale.

 

E gli altri si voltano per annuire

e non sentire quella pressione

che ti porta a sprecare.

Sentiment Del Tempo n. 41 – Big McEssina

pubblicato 14 dic 2016, 14:17 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 18 dic 2016, 09:03 ]

E ora siamo uno davanti

all'altro. Stai per aprire la bocca,

ma non canterai

non parlerai.

                               A me toccherà

sopperire: non ti è bastato

il prosciutto di cinghiale che non cade

dal piatto; non ti è bastato

il tè colorato nella tazza

caldo.

                E non ti è bastato

il chilo di fiorentina

al sangue.

                Hai cannibalizzato,

sornione e pingue, tutte le patatine

salate e di plastica; come la previsione

sulla donna contro

il riccone.

 

E mangia mangia

mangia senza fine.

Tra poco me ne andrò anche io,

tua vittima preferita, panino

di Mc Donald

                               Ti lasciano

divorare

tutto

ciò

che

vuoi.

 

Almeno non profetizzi ancora

sbagliando

su un’altra elezione.

 

                Addio

Sentiment del Tempo n.40 – Moda Italiana (Sonetto Populista)

pubblicato 09 nov 2016, 02:27 da Elvio Ceci


Tutti stupiti! Su Twitter trillano

di donne, ereditier, soldi e dinastie:

e gli smartphone di dirette brillano.

Elezioni di incantamenti e magie.

 

Trionfa Trump! I commenti distillano

un siero di rabbia e malinconie.

Ma le nostre emozioni, che oscillano,

hanno memoria di queste malattie.

 

Siamo una colonia statunitense:

portan le lor merci a sperimentare;

ogni nostro presidente s'inchina

 

al loro; e da oggi anche l'olgettina.

Se un modello da noi può funzionare,

avrà amplificazioni in USA immense.

Sentiment del Tempo n. 38 - Omicidio condiviso

pubblicato 16 set 2016, 09:11 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 16 set 2016, 09:13 ]



Anche io ho risposto alla domanda;

anche io ne ho riso subito dopo;

anche io contribuii alla propaganda

del video, senza un reale scopo.

Un video che, attraverso una ghirlanda

di rimbalzi, tra sms e gruppi a uopo,

ha cambiato un momento di Narciso

in uno stupito e umiliante riso.


C'è qualcosa nel diffonderlo all'improvviso

che, già allora, qualcuno diceva

di strano: non è certo il primo viso

in un porno che nei cellulari si vedeva...

E allora perché quello fu così deriso?

Ogni sguardo che in te si rifletteva

era diventato una siete di rovi;

rendendo buoi ogni posto in cui ti ritrovi.


E cerchi ovunque degli asettici covi

contro ciascuna occhiata che ti denuda:

come punteruolo arriva dove ti trovi

e sei costretta a gridar con voce cruda.

Vedi sussurrare; e l'imbarazzo che provi

è un brivido freddo sulla pelle che suda.

Ogni amore, ora, sarà dubitante:

esisti in mille file; e tu sei distante.


Hai provato a fuggir come migrante

verso un altro Stato che non ti conosceva.

Hai provato a cambiare il nome pesante

che la tua identità ormai racchiudeva.

Nessuno di noi ebbe un insegnate

di etica per capire cosa condivideva.

Questo non ci giustifichi il cuor in petto;

ma ci leghi al collo quel tuo fazzoletto.


Sentiment del Tempo n.37 - Difendiamo i Raggi delle Stelle!

pubblicato 08 set 2016, 14:09 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 08 set 2016, 14:09 ]


E tutta Roma votò “Raggi”:

se ne vadano i vecchi paggi

della politica. Ora solo i saggi

giovani devono lavorare.


Tutta l'Atac l'abbiam recuperata;

l'immondizia è stata spronata,

ed è da poco che Roma è conquistata.

E si continua a lavorare.


“Dopo le tristi vicende del Campidoglio”

arrivano i M5S con il loro cordoglio;

ma capiscono che con l'erba-voglio

non si può facilmente lavorare.

Ed ecco una piccola macchia

di immondizia che il PM ammucchia

intorno alla sindaca-cornacchia:

ma lei non gracchia e va a lavorare.


Bilanciata e trasparente è la Muraro;

che onestamente mi sembra un pallonaro

e con retorica copre bene il caso raro

della tangente usata per lavorare.


La Muraro volle cambiare Fortini:

tanto qui sono tutti dei cretini

e nessuno sa che questo cambio è per i soldini.

Con Fortini non si poteva più lavorare.


Dimissioni, dimissioni e dimissioni.

Ma Di Maio non conosce queste situazioni?

No. Era intasato dai numerosi Feed, a milioni,

del Blog di Beppe: non riesce a lavorare.

                                        

E il Direttorio, il mini-Direttorio e Grillo?

Er capoccia nelle interviste sembra brillo,

non capendo ancora se dare uno strillo

come per Pizzarotti o lasciarla lavorare.


Ma il proprietario dei grillini

prese tutti i suoi bei soldatini

che tiene stretto per i quattrini

e li mette tutti energici a gridare:


“Difendiamo la Raggi in tutti i laghi

e tutti i mari”. Ma da chi? Da chi?

Dalla legge? Dal direttorio? Dai roghi

dei cittadini che l'hanno scelta per lavorare?


Difendiamo il M5S solo da loro stessi:

inesperti che fanno figura di fessi,

con ipocrite maschere, da oggi nei cessi.

E intanto la Raggi è lì ancora a lavorare.



Sentiment del Tempo n.36 – Epifanie sciamaniche sulla Brexit

pubblicato 25 giu 2016, 00:42 da Elvio Ceci


 

Io so-

-no ottimista per l’Inghilterra.

E vedo uno scenario possibile:

per evitare che accada una guerra

tra il povero agricoltore irascibile

e lo stilista londinese che sterra

l’incasso futuro meno aggredibile;

proponiamo la nostra visione

per indirizzare questa confusione.

 

Io so-

-stengo che per uscire dalla situazione

europea, l’isolotto contadino

dovrà sostenere due anni di recessione

colpendo la previdenza di ogni cretino

vecchietto che vedrà la pensione

decurtata per più di uno scellino.

Conseguenza dell’essere ignoranti

è che ragionano come dei santi.

 

E allegrotti, giulivi e festanti

i politici hanno condannato

la sterlina a delle crisi esorbitanti.

Cameron da statista “come Pilato,

mi dimetto” disse consaponanti

mani. Nello scenario immaginato

li vedo i migranti sui barconi

che passano la Manica non da coloni.

 

Io so-

-spetto già migliaia di coglioni

esultanti per aver trovato un modello

da imitare. Prima Tsipras con gli Ioni;

poi i grillini col loro noioso saputello;

poi pure il sud che vota i verdoni

vichinghi, che della destra son zimbello.

Me li immagino osannare una pazzia

che li porta dei mercati in balia.

 

Io so-

-rrido a tutta questa gran bugia.

È un’uscita puramente illusoria,

che ha donato all’Isola un’epifania

d’indipendenza con l’inglese boria.

Torneranno con in mano una dalia

e con un scusa purificatoria.

Prima che tutti chiamino la neuro,

rientreranno e si beccheranno l’euro.

Sentiment del tempo n.35 – Chiamarli Bomber per i loro meriti sportivi.

pubblicato 02 mag 2016, 14:53 da Elvio Ceci

 

Non c’è tempo per la velocità del tiki taka;

non  c’è tempo per la boria di Ibra

o la serietà  e della tedesca gloria.

 

Non c’è tempo per le camminate di Balotelli

o le palle addormentate di Dezko, nemmeno

per i facili bordelli di Milano.

 

Qui è il tempo della storia, del sogno

della passione; qui è tempo della rabbia

che percorre nella gabbia del campo

delle volpi.

 

È il tempo di una squadra. Della grinta

che diventa gioia, della squadra trovata,

pinta dopo pinta, nel pub.

 

Non c’è tempo, ora; la storia

di non fare più i lavativi e con onere

di sbronzarci ai Bomber per i loro meriti

sportivi.





Sentiment del Tempo n. 34 – Ballata dell’amore nero, o dell’Avidità

pubblicato 11 apr 2016, 13:06 da Elvio Ceci


Un ministro probo, un ministro onesto

tralalalalla tralallaleru

s’innammorò perdutamente

d’uno che non contava niente.

 

Le disse: “portami domani”

tralalalalla tralallaleru

Le disse: “portami domani

la legge firmata dalle tra le tue mani”.

 

Lei da Maria Elena andò in assise

tralalalalla tralallaleru

dalla penna la firma le strappò

e poi il suo amore richiamo.

 

Non era quorum, non era il quorum

tralalalalla tralallaleru

non lo impallidiva il referendum:

voleva fare i conti del suo nero amore.

 

Le disse: “Amor se mi vuoi bene

tralalalalla tralallaleru

Le disse: “Amor se mi vuoi bene

concedimi l’appalto delle petroliere”.

 

E poi lui il sindaco chiamò

tralalalalla tralallaleru

e il nero sangue ne sgorgò

correndo come un pazzo da lei tornò.

 

Le disse lui ridendo forte

tralalalalla tralallaleru

Le disse lui ridendo forte:

“in Guatemala han le gonne più corte”.

 

E mentre l’oro nero usciva

e diventa denaro in poche ore

l’Avidità fredda gioiva,

il ministro s’è dimesso per il suo amore.

 

Soffiava in alto il fuoco lento

tralalalalla tralallaleru

ma lei fu presa da sgomento

quando lo vide rider contento.

 

Rider contento e innamorato,

quando a lei niente era restato:

non il suo amor, non più il potere;

ma a lui il sangue nero delle petroliere.


Sentiment del Tempo n. 33 – Tu-m(u)ori

pubblicato 03 apr 2016, 14:55 da Elvio Ceci


Gira, la ruota va;

con la goccia d’ebano che danza.

 

Cresce in velocità

il moto rivoluzionario

tra il nero-mortalità

e il rosso bancario.

Non c’è abilità

non c’è avversario,

che blocchi il detonatore

della casualità del tumore.

 

Gira, la ruota va;

con la goccia d’ebano che danza.

 

Ticchetta irregolare

la pallina bianca,

segna-tempo circolare

d’una malattia stanca.

Si vede gonfiare

il corpo, come la bianca

montagna di fiches puntate

da metastasi spuntate.

 

Gira, la ruota va;

con la goccia d’ebano che danza.

 

Finché il verde

diventa la casella

in cui la vita sperde

i ricordi; e cesella

il vuoto che si sperde

all'incancrenirsi delle budella.

Senza un nostro giudizio,

siamo costretti a un riinizio.

 

Gira, la ruota va;

con la goccia d’ebano che danza.

 

Mille roulette ruotano

nuove ogni anno;

a mille persone disegnano

un tumore come un panno.

Alcuni di loro insegnano,

costruiscono o fanno

gruppi elettrogeni che illuminano.

La mia pallina costeggia raso

raso, lo spazio dato dal caso. 

Sentiment del Tempo n. 32 – L(‘)ottava in Guerra

pubblicato 24 mar 2016, 00:31 da Elvio Ceci

 




È caldo, ora, mentre le rondini

zigzagano tra gli edifici grigi.

Ma con zanzare, che pungono i tendini

nella Savana di animali pigri e bigi;

i due padovani, contro i tondini

dei proiettili, volontari e ligi,

provarono a salvare leoni dalla braveria

dei bracconieri; ma morirono sparati dalla polizia.

 

Entrano in dieci evocando il dio

arabo: quello finto delle stragi,

quello che, di arabo, ha il nomignolo

solo; né l’amore né saggezza dei Magi.

E furono fucilati in Costa d’Avorio

quattro europei e un bimbo, negli agi

di un hotel di lusso. Ritmicità sadiche

ai Allah Akbar con armi automatiche.

 

I morti risalgono la Turchia non visti

dai media. Nessuno deve sapere dell’auto

esplosa, dell’Isis ad Ankara. Ma misti

sono i pareri: gli USA in modo cauto

avevano avvertito molto prima, autisti,

ambasciatori e dipendenti da ogni incauto

gesto di libera uscita. Perché non vederlo?

Perché evitare di riprenderlo?

 

E salgono verso l’Europa mentre guadano

un fiume, i morti; tra la Grecia

e la Macedonia. Obbligati, non badano

al motto d’Eraclito. Cercano una breccia

tra muri spinati per strade che si diradano

verso l’Europa. Altri su una corteccia

d’albero s’imbarcano: stessa sorte,

stesso mare ricco di morte.

 

Febbraio e Marzo da ricordare

per l’amico morto in Egitto,

per aver continuato ad analizzare;

sentendosi ovunque circoscritto.

L’unica sua colpa da espiare

è quella di aver scientificamente descritta.

Duemilasedici in Occidente vuol dire

anche essere gay e non impallidire.

 

Da mesi Salah, il ricercato, usciva

da casa sua per fare la spesa.

Da mesi l’omertà araba finiva

in un bianco silenzio di resa.

E poi, dopo 50 anni di suicida

in luoghi di transito… sorpresa!

Altri due kamikaze si fanno saltare

in aeroporto e metro funicolare.

 

Bruxelles non ha mai avuto la mafia; e la polizia

e non distingue realtà da videogame di fantasia.



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