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SULLA POLEMICA TRA PROFESSORI E LINGUISTI

pubblicato 11 feb 2017, 01:29 da Elvio Ceci   [ aggiornato in data 11 feb 2017, 02:17 ]


Le polemiche a volte sono come sommovimenti tellurici che fanno esplodere materiale ben più pericoloso e distruttivo della lava: il dubbio.

E le polemiche nate dalla lettera firmata dai 600 docenti italiani, con la relativa risposta dei docenti di linguistica, ha portato a rivedere alcune convinzioni sull'insegnamento e sulla competenza riguardo l’uso dell’italiano degli studenti e non solo. Già questo è comunque un successo.

Ciò che lamentano i seicento firmatari è, in sostanza: gli studenti scrivono male, leggono poco e hanno difficoltà di esprimersi oralmente. Ciò è dovuto a carenze grammaticali, sintattiche e lessicali: carenze che un sistema scolastico non riesce a sopperire in quanto inappropriato. Le soluzioni proposte sono più controllo degli alunni (alcuni si lamentano delle poche bocciature) e una soluzione didattica da migliorare.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/02/04/news/firenze_la_lettera_dei_600_docenti_universitari_al_governo_molti_studenti_scrivono_male_intervenite_-157581214/

E’ arrivata di tutta risposta una lettera di M. G. Lo Duca  in cui smonta, riferendosi anche a dati OCSE, l’incompetenza dei bambini italiani nell’uso della lingua e evidenzia alcune carenze del sistema. Non ripeto, ma segnalo il breve ma importante documento.

http://www.repubblica.it/scuola/2017/02/09/news/studenti_e_scrittura_la_lettera_dei_linguisti-157960273/

Mi trovo quasi totalmente convinto del contenuto di quest’ultima. E vorrei aggiungere un altro fattore che ci fa percepire invece, al contrario, una sorta di analfabetismo dilagante. Elenco tre cause:

  •           Bias della super-confidenza. Occorre quando si giudica la probabilità di un evento come maggiormente verosimile rispetto a quello che è in realtà [1], in quanto abbiamo una visione super inflazionata dei nostri stessi giudizi e non accettiamo la possibilità di non essere accurati in ogni nostra asserzione di possibilità. Cosa che può accadere quando la meta-cognizione è collegata con l’effetto meglio-che-la-media [2].
  •          Aumento delle possibilità di espressione (date anche dal web) non corrispondente alla copertura di alfabetizzazione dei parlanti e scriventi.
  •              Pervasività dei nuovi mezzi di comunicazione.

Gli studenti sono più ignoranti? Credo che oggi abbiamo una maggiore accessibilità all'espressione (accesso all'università, accesso a fonti di comunicazione…) e avvertiamo il fenomeno come aumentato tramite il bias della super-confidenza.

Sicuramente analfabetismo funzionale e di rientro sono fenomeni molto importanti in Italia. Concordo con le soluzioni di Lo Duca che parla di “Long Life Learning” , riprendendo De Mauro, in modo da abbassare la diffusione di questi due fenomeni.

Aggiungerei anche una pedagogia nuova, non volta a aumentare il carattere repressivo dei professori; ma piuttosto mirata all'educazione attraverso e dei nuovi mezzi di comunicazione (internet, smartphone…), in quanto inevitabilmente portano con sé nuovi linguaggi che le comunicazioni stanno prendendo. Ciò porterebbe anche a una maggiore comprensione dei nuovi sviluppi della lingua (qualora ci fossero).

Ma allora avremmo bisogno di una Teoria del Linguaggio.


[1]  Gigerenzer, G. (1991). How to make cognitive illusions disappear: beyond “heuristics and biases”. In W. Stroebe, & M. Hewstone (Eds.) European Review of Social Psychology: 2. (pp. 83–115).


[2] Kruger, J., & Dunning, D. (1999). Unskilled and unaware of it: how difficulties in recognizing one’s own incom­petence lead to inflated self assessments. Journal of Personality and Social Psychology, 77(6), 1121–1134.

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